Pietre che camminano, pesci che piovono dal cielo e gelatine extraterrestri
Esistono fenomeni in natura ai quali non siamo ancora in grado di dare una spiegazione. Ecco quelli più famosi e bizzarri.
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Come spiegare il celebre fenomeno delle “pietre mobili” nel Parco della Death Valley in California, oppure la curiosa pioggia di pesci registrata nel 1933 a Porto Viro, in provincia di Rovigo?

Come spiegare le misteriose gelatine puzzolenti comparse all’improvviso nel 2009 in Scozia?

E ancora, quale fenomeno fisico sconosciuto si cela dietro lo spettacolare fenomeno dei cerchi comparsi su un lago ghiacciato del Canada?

Tra i fenomeni poco conosciuti, e non facilmente spiegabili, ci sono le piogge di animali vivi, morti o addirittura congelati. Le più frequenti sono le cadute di pesci, ben documentate dalle cronache.

Piogge di pesci

Tra i casi più recenti, da segnalare la famosa “pioggia di carpe” che si verificò nel 2006 nella prefettura giapponese di Ishikawa. Per la stessa ragione, ogni anno, dal 1998, a Yoro, in Honduras, la popolazione locale celebra il Festival della Pioggia dei Pesci (Festival de la Lluvia de Peces), che inizia con un rito molto particolare: una grande nube scura, ricreata con lampi e tuoni, la pioggia e infine la miracolosa e misteriosa caduta di pesci dal cielo, raccolti e poi cucinati per tutti.

La prova che episodi del genere non sono semplici “bufale”, sta nel fatto che si tratta di esperienze vissute da intere popolazioni e le relative cronache raccontano i fatti in maniera molto dettagliata. Già nel 1578, la città Norvegese di Bergen, fu colpita da una misteriosa pioggia di ratti, mentre nel 1786, le cronache dell’epoca raccontano di una cascata di serpenti vivi dal cielo.

Nel 1915, una gigantesca nube di rane si riverso su Gibilterra (vicenda riportata anche dalla rivista scientifica Nature, 95:378, 1915), fenomeno che poi è stato registrato nel 1981 anche a Nafplion, Grecia, e poi in Serbia, nel 2005. “Dalle nostre parti, rane di questo tipo non ce ne sono”, raccontò Stevan Stevanovic, un testimone dell’evento. “Sono grigie e non verdi come queste. Inoltre sono molto più veloci”.

In Pennsylvania, nel 1870 si verificò una massiccia caduta di chiocciole sulla città di Chester, talmente numerose da far scrivere alla rivista Scientific American di “sembrare una tempesta dentro la tempesta”. Invece, la Louisiana ha assistito ad una pioggia di misteriosi vermi gelatinosi caduti sulla città di Jenning nel 2007.

La scienza non è ancora in grado di spiegare questi fenomeni, dando spazio alle ipotesi più bizzarre: dal miracolo operato dal missionario honduregno Josè Manuel de Subirana, al tentativo di fantomatici alieni di sbarazzarsi delle scorte di viveri in eccesso prima di partire per un altro pianeta da esplorare.

L’ipotesi più plausibile è che il fenomeno sia da attribuire a delle intense trombe d’aria, tornado e uragani, che aspirano al loro interno animali e materiale di vario genere.

“Trasportati ad alta quota, ricadono poi al suolo a grande distanza”, tenta di spiegare Guido Visconti, professore di Fisica dell’Atmosfera e dell’Oceano all’Università dell’Aquila. Già, ma perchè cadono grandi quantità di animali della stessa specie? E perchè così tanti?

Non tutti gli esperti, però, concordano con la tesi di Visconti: “Le trombe marine non possono essere le sole responsabili”, ha scritto lo scienziato Wiliam Corliss, esperto studioso di misteri della natura. “Capita che i pesci cadano in assoluta mancanza di turbolenza, o provengano da acque profonde, e che addirittura non siano freschi. E’ molto strano, poi, che il meccanismo di risucchio selezioni singole specie, e che nessun detrito di sabbia o di tipo vegetale cada insieme agli animali”.

E allora? “L’ipotesi alternativa potrebbe essere che gli animali non cadano dal cielo, ma affiorino dal terreno con le forti piogge”, conclude Corliss. Ma anche in questo caso, le domande che rimangono aperte sono tante: come sono finiti dei pesci sotto terra? Come spiegare i “turbini” di animali visti vorticare nell’aria? L’enigma rimane ancora insoluto.

La misteriosa gelatina scozzese

Nel autunno del 2009, dei misteriosi cumuli di gelatina maleodorante furono rinvenuti sui prati di Pentland Hills, nei pressi di Edimburgo, scatenando una marea di avvistamenti simili.

La gelatina è descritta come una sostanza traslucida o dal colora bianco grigiastra, che tende ad evaporare dopo essere caduta dal cielo. Alcuni locali, associarono la comparsa della gelatina alla pioggia di meteore verificatasi la sera prima, così da far denominare l’insolito materiale come “Star Jelly” (gelatina stellare).

Il National Geographic incaricò un gruppo di scienziati per effettuare dei test che chiarissero la composizione e l’origine della gelatina, ma le analisi di laboratorio non riuscirono a cavare nessun tipo di DNA dalla sostanza. “Non abbiamo potuto individuare nessuna struttura cellulare al suo interno, quindi rimane difficile stabilire cosa sia”, dichiarò il dott. Andy Turner.

Furono avanzate molte ipotesi, dalle più esotiche alle più tranquillizanti. L’articolo pubblicato da The Scottish Sun, riporta la testimoniaza di Steve Mera, investigatore paranormale, convinto che la strana sostanza sia legata in qualche maniera agli alieni: “Ero sbalordito. Non avevo idea di cosa fosse. Volevamo ottenere alcuni campioni, ma la mattina dopo, ho visto che nel barattolo non c’era più niente, la gelatina si è dissolta nel nulla. Sono sicura, viene dallo spazio”.

Altri ricercatori hanno ipotizzato che si tratti di una gelatina prodotta dalle rane per proteggere le uova, oppure che si tratti del vomito di uccelli o di altri animali. Anche in questo caso, l’X-File rimane aperto.

La pioggia rosso sangue

Altrettanto misteriosa la pioggia “rosso sangue” caduta il 23 settembre del 2001 in India. Le tesi ufficiali parlarono prima della caduta di un meteorite, poi di spore di alghe rosse finte nel vapore acqueo.

Ma una terza, e decisamente suggestiva, ipotesi fu avanzata dallo scienziato Godfrey Louis, della Mahatma Ghadhi University: la possibile caduti di microbi extraterrestri, causata dall’esplosione di una cometa nell’impatto con l’atmosfera terrestre: i frammenti sarebbero precipitati sullo stato di Kerala.

I suoni dell’Apocalisse

Diffusi, ma ancora inspiegabili, sono anche i cosiddetti “Suoni dell’apocalisse” (perchè ricorderebbero il suono della tromba suonata dall’angelo della distruzione prima dell’avvento dell’Apocalisse contenuta nella Bibbia), o anche conosciuti come “Boati di Origine Non Identificata (B.O.N.I.), definizione che racchiude un’ampia gamma di fruscii, sibili, ronzii e rimbombi non associabili a nessuna causa fisica nota.

Gli esempi più noti riguardano le “Cannonate di Barisal”, udibili con mare calmo nei pressi del delta del Gange, a metà tra un colpo di cannone e un tuono, oppure i sussuri del lago di Yellowstone, Stati Uniti, simili al suono di un arpa. In altri casi, i suoni si presentano come veri e propri rimbombi a bassa frequenza.

Anche in questo caso, la scienza arranca nel fornire spiegazioni plausibili a tali fenomeni. “Nessuno riesce a comprendere come può prodursi una così grande varietà di suoni”, afferma ancora Corliss. Questa difficoltà, lascia campo aperto anche a ipotesi più esotiche.

Nel caso dei suoni dell’apocalisse, alcuni hanno ipotizzato che si tratta del rumore prodotto dalla costruzione di biner sotterranei segreti da parte dell’esercito, in caso di cataclisma globale. Altri, invece, spingendosi in ipotesi estreme, hanno proposto che i suoni siano il risultato delle attività dei “guardiani” che vivono al centro della Terra.

Tra i pareri scientifici autorevoli, va considerata l’opinione del dott. Elchin Khalilov, un geofisico che lavora nel campo della geodinamica: “A nostro parere, la fonte di tale manifestazione potente e immensa di queste onde acustiche di gravità arriverebbe da grandi processi energetici. Questi processi comprendono potenti eruzioni solari ed enormi flussi energetici da esse generate, correndo verso la superficie terrestre e destabilizzando la magnetosfera, la ionosfera e l’atmosfera superiore”.

Pietre che camminano

Un altro fenomeno che sfida ogni spiegazione, è quello delle pietre mobili nel Parco Nazionale della Death Valley, in California.

Pietre vaganti di grandezza oscillante dal ciottolo al masso pesante mezza tonnellata, che sembrano muoversi per conto proprio, lasciando scie di lunghezza e forma diverse l’una dall’altra. Il fenomeno è noto fin dal 1915, ma nessuno ha mai visto i massi muoversi.

L’ipotesi, spiegano i geologi della vicina Università di San Josè è che in certe condizioni, la pioggia o la rugiada rendano il fondo scivoloso e bagnato e i venti spingano le rocce. Se non fosse che, in media, sulla Death Valley cadono appena 50 mm di pioggia l’anno, la spiegazione potrebbe essere convincente.

Inoltre, gli interrogativi aperti restano molti: quale forza deve avere il vento per spostare massi del genere? Come fa a spingerli a “zig zag” o ad anello? Perchè alcune pietre si muovono ed altre no? A meno che, non ci troviamo di fronte ad un fenomeno simile a quello dei trovants, le Rocce viventi della Romania.

La particolarità di queste pietre è che possono essere considerate “vive”, nel senso che quando entrano in contatto con l’acqua, sono capaci di riprodursi e di crescere, proprio come un essere vivente biologico. Dopo uno pioggia molto intensa, i trovants partendo da strutture di 6-8 millimetri, possono arrivare a formare rocce fino a 6-10 metri di diametro.

Inoltre, come accade per le rocce della Death Valley in California, i trovants sono capaci di spostarsi da un luogo all’altro. Un vero rompicapo per gli scienziati!

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