Esperimenti pericolosi in Georgia: prodotti in laboratorio nuovi supervirus
Cat: Misteri | Tags:

La popolazione della Georgia è in pericolo. A fare questa clamorosa dichiarazione è l’ex consigliere americano del presidente della Georgia, il giornalista Jeffrey Silverman.

Secondo i dati in suo possesso, in un laboratorio alla periferia di Tbilisi vengono elaborati dei virus pericolosi, che sono poi sperimentati sugli abitanti del luogo. I dettagli sono stati resi noti nel reportage del corrispondente georgiano de “La Voce della Russia” Boris Muraškin.

Il laboratorio sotto accusa si trovae alla periferia di Tbilisi e porta il nome del senatore americano Richard Lugar. E non a caso: il laboratorio venne infatti aperto con l’aiuto del governo degli Stati Uniti.

Secondo le informazioni ufficiali, vi si studia la genetica dei microbi e dei virus. Tuttavia, l’ex consigliere del presidente della Georgia Jeffrey Silverman è sicuro che nel laboratorio i virus non vengano solamente studiati, ma anche creati.

Come si legge nelò reportage, il laboratorio è stato costruito con i soldi del dipartimento della Difesa. Il suo costo è stato di 50 milioni di dollari. Il suo scopo: fare ricerche sulle armi biologiche. Il laboratorio si trova qui proprio perché sarebbe pericoloso tenerlo negli USA.

Ricordiamo che negli anni 2001-2003 Silverman aiutò Mihail Saakašvili nella campagna elettorale. Comunque, le loro strade poi si divisero. L’ultima dichiarazione dell’ex consigliere del presidente, sul fatto che gli abitanti della Georgia sono diventati l’oggetto di pericolosi esperimenti, è una delle notizie oggi più dibattute nel paese.

Secondo Silverman, non è escluso che proprio gli esperimenti coi virus abbiano portato alla diffusione di malattie pericolose come l’influenza suina e il morbillo tra la popolazione georgiana.

Comunque, il vice direttore dell’Agenzia nazionale di controllo sulle malattie Paata Imnadze sostiene che l’aumento dei casi di malattia non sia per nulla legato al laboratorio in questione.

Adesso si ammalano gli adulti, perché non sono immunizzati. Già nel 2008 pianificammo una campagna di vaccinazione di massa: si progettava di vaccinare un milione di persone, ma poi ne vennero vaccinate solo 500 mila, e ora vediamo quali sono le conseguenze.

Il governo georgiano ha definito deliranti le dichiarazioni sulle ricerche segrete. Il deputato del Parlamento georgiano Irina Imerlišvili sostiene che il laboratorio alla periferia di Tbilisi sia un istituto scientifico di ricerca, e non un dipartimento per le armi biologiche del Ministero della Difesa americano.

Questa laboratorio venne aperto durante la presidenza di Mihail Saakašvili. Alla cerimonia di inaugurazione era presente lui stesso. Certamente ora tutti diranno che Saakašvili non ama la sua gente e che invece gli piace fare esperimenti su di loro. Tuttavia penso proprio che non sia così.

La scabrosa dichiarazione dell’ex consigliere del presidente non ha trovato per adesso alcun riscontro. L’ingresso di estranei nell’area del laboratorio è severamente proibito. Gli stessi collaboratori possono entrare solo dopo determinati passaggi di controllo.

Silverman è però pronto ad andare fino in fondo: ha già promesso di raccontare al più presto ai georgiani tutta la verità sul loro leader.

Una curiosa conferma

Un conferma indiretta sull’esistenza di ricerche finalizzate alla manipolazione dei virus potrebbe venire da un recente studio pubblicato su Science, in cui un team di ricercatori spiega come sia riuscito a produrre ibridi del virus dell’aviaria H5N1 e dell’H1N1, responsabile dell’ influenza suina del 2009, che in alcuni casi si sono mostrati capaci di trasmettersi per via aerea tra i porcellini d’India.

E con la caduta della moratoria sulla ricerca sul supervirus potremmo aspettarci altri studi del genere, fa notare Nature News.

La polemica sul virus H5N1 – che a lungo ha acceso i dibattiti scientifici, con sostenitori e contrari circa l’utilità di fare ricerca sui supervirus e quindi di pubblicare o meno gli studi sulle modifiche genetiche che rendevano il patogeno trasmissibile per via aerea tra i mammiferi – rischia di riaccendersi.

Proprio mentre il mondo segue con ansia l’evolversi della situazione in Cina, a causa della della diffusione del virus H7N9, che ha già causato 127 casi di infezioni e 27 morti.

Gli scienziati guidati da Hualan Chen dell’Harbin Veterinary Research Institute dell’Accademia cinese delle scienze, sono riusciti a produrre questi ibridi mescolando frammenti genetici del virus H5N1 con quelli H1N1 in diverse combinazioni, riuscendo a creare 127 diversi remix virali.

Di questi, alcuni particolari costrutti genici, rendevano l’ibrido risultante capace di trasmettersi tra una gabbia e l’altra dei roditori (anche se nessuno di questi è morto dopo aver contratto i virus ibridi). Tutti i riarrangiamenti contenevano il gene dell’ emoagglutinina (Ha) di H5N1 – quello al centro delle modifiche genetiche per trasformare il virus in un supervirus – e diversi geni di H1N1, mix capaci di promuovere più o meno la trasmissione aerea.

Sebbene quanto fatto dai ricercatori sia stato pilotato in laboratorio, riarrangiamenti genetici del genere possono avvenire anche in natura, quando entrambi i virus si trovano nella stessa cellula. E considerando che H5N1 e H1N1 possono condividere zone di diffusione e in alcuni casi anche le specie, questa possibilità non è del tutto remota.

Per Chen, se tali riarrangiamenti dovessero avvenire in natura il rischio di pandemia sarebbe quindi probabile. Anche se il potenziale patogeno degli ibridi ricreati in laboratorio è poco noto, per una serie di motivi.

Primo: i porcellini d’India non sarebbero il modello ideale per studiare i supervirus, anche perché più soggetti a infezioni grazie ad alcuni recettori sulle vie aeree simili a quelli degli uccelli. Inoltre, l’esposizione al virus H1N1 (o al vaccino) potrebbe aver dato una qualche immunità nei confronti di altre infezioni influenzali (mix virali compresi), come già hanno mostrato alcune ricerche sul tema.

Jeremy Farrar, direttore dell’ Oxford University Clinical Research Unit di Ho Chi Minh City, (Vietnam), commentando i risultati della ricerca ha detto: “Credo che questo studio sia fondamentale per comprendere i meccanismi dell’ influenza, ma questi lavori, ovunque nel mondo, hanno bisogno di essere strettamente regolamentati e condotti nelle strutture più sicure, che sono registrate e certificate secondo gli standard internazionali comuni”.

CONDIVIDI: