Ecco il volto di una vera “hobbit”
Un gruppo di ricercatori è riuscito a ricostruire il vero volto di un ominide molto antico e controverso vissuto fino a 13 mila anni fa e classificato ufficialmente come “Homo floresiensis”

Un gruppo di ricercatori è riuscito a ricostruire il vero volto di un ominide molto antico e controverso vissuto fino a 13 mila anni fa, classificato ufficialmente “Homo floresiensis”, ma ribattezzato scherzosamente “hobbit”, per la somiglianza con il personaggio della saga de “Il Signore degli Anelli”.

Come ha spiegato Susan Hayes, ricercatrice senior presso la University of Wollongong, in Australia, «sicuramente è un volto approssimativo, ma ci dice abbastanza di lei».

Sì, in effetti si tratta di una femmina. Certo, non è quella che può definirsi una bellezza classica. Il suo mento è inesistente e la fronte è molto bassa. Ma l’intento della ricostruzione grafica è l’accuratezza scientifica, non estetica.

«Ma non è ancora abbastanza», afferma la Hayes dopo aver lavorato al progetto per otto mesi. Grazie alle sue competenze in medicina legale, la ricercatrice ha creato un’immagine in alta risoluzione partendo dai dati ottenuti dalla scansione di un cranio femminile di hobbit che risale a circa 17 mila anni fa.

Le informazioni sono state caricato in un software di computer grafica che ha permesso alla Hayes di ricostruire prima il cranio, poi il volto e le sue caratteristiche sono state ricostruite sulla base degli attributi strutturali del teschio.

«Rispetto ad altri ominidi arcaici, avevamo una notevole quantità di informazioni disponibili», spiega la ricercatrice. Nelle rappresentazioni realizzate precedentemente dominano i caratteri scimmieschi, mentre i risultati della Hayes suggeriscono caratteristiche anatomiche più simili all’homo moderno.

«Come rappresentante dell’Homo floresiensis, lei è molto più vicino a noi che a uno scimpanzé, che è il nostro parente più prossimo», spiega la Hayes.

Secondo quanto afferma la stessa ricercatrice, la ricostruzione del volto si è rivelata una sfida straordinaria: «abbiamo impiegato più tempo di quanto avessimo previsto e ci ha causato qualche mal di testa lungo la strada, ma siamo soddisfatti sia per lo sviluppo metodologico che per il risultato finale».

I primi resti di Homo floresiensis furono rinvenuti dal professor Mike Morwood e del team di Liang Bua sull’isola indonesiana di Flores, nel 2003.

Soprannominato hobbit a causa delle loro dimensioni ridotte – meno di un metro di altezza – i resti di almeno 13 membri della specie sono stati rinvenuti tra il 2001 e il 2004.

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