Scoperta la tomba della “Signora del Dio Serpente”: la regina guerriera Maya
La scoperta di questa nuova tomba potrebbe aiutare gli studiosi a capire perché la città rimase un centro di venerazione anche dopo il collasso del regno di Wak.

Nel sito archeologico maya di El Peru-Wakà sono stati scoperti i resti di un’antica regina guerriera: la tomba sembra appartenere a K’abel, la sovrana che fu a capo del regno di Wak tra il 672 e il 692 d.C.

Il ritrovamento è avvenuto durante gli scavi del tempio a piramide condotti da David Freidel, archeologo della Washington University di St. Louis.

Il corpo era sepolto insieme a diversi oggetti, tra cui vasellame in ceramica, gioielli di giada, figurine di pietra e una particolare giara d’alabastro modellata a forma di conchiglia di strombo – un grosso mollusco tipico dei Caraibi – dalla quale emergono la testa e le braccia di un’anziana donna.

Secondo gli studiosi, i geroglifici sul retro della giara contengono i nomi di “Signora delle Ninfee” e “Signora del Dio Serpente”. Entrambi i nomi si riferiscono alla regina che governò il regno di Wak, K’abel, appartenente alla dinastia Kan (“serpente”) originaria della città di Calamkul, la capitale maya. Sposata con K’inich Bahlam, si fregiava del titolo di “Kaloomte”, cioè supremo guerriero, che le dava maggiore autorità di un re.

Ornamenti da Regina

Sebbene le pessime condizioni di conservazione dello scheletro abbiano impedito di determinare con certezza sesso ed età, le caratteristiche del cranio sembrano coincidere con quelle di un antico ritratto del severo volto della regina Maya.

Anche il ritrovamento di una conchiglia d’ostrica sul torace suggerisce che la tomba appartenesse proprio a K’abel: secondo gli archeologi che hanno studiato i resti, infatti, la regina indossava quel tipo di conchiglie come ornamenti.

David Stuart, un docente di arte e scrittura precolombiana alla University of Texas che non ha partecipato alla ricerca, sostiene che “è difficile stabilire l’identità di un corpo in una tomba regale, a meno che non ci sia un’incisione sulle pareti con il suo nome. Comunque c’è una discreta possibilità che sia proprio lei”.

Anche se è possibile che la giara d’alabastro fosse soltanto un dono di K’abel finito in un’altra tomba, Stuart ha aggiunto che la traduzione dei geroglifici “è molto indicativa”. Proprio la presenza di entrambi i nomi con i quali ci si riferiva alla regina in altre iscrizioni, “non lascia spazio a molti dubbi sul fatto che si tratti della stessa persona”.

 Una regina venerata

Stuart spiega che un’usanza della dinastia Kan era quella di dare in mogli le proprie principesse e nobildonne ai principi degli stati vassalli, quali appunto il regno di Wak.

Donne come K’abel creavano una connessione familiare con le grandi città del nord come Calakmul. Venivano rappresentate sui monumenti ed entravano a far parte del simbolismo politico nei regni minori.

Il sito di El Peru-Wakà si estende per circa un chilometro quadrato, con templi-piramide, piazze, palazzi e abitazioni. I suoi antichi resti monumentali, oggi nascosti nell’intricata foresta tropicale, si sono ridotti a un cumulo di macerie nel corso di secoli di abbandono.

La scoperta di questa nuova tomba potrebbe aiutare gli studiosi a capire perché la città rimase un centro di venerazione anche dopo il collasso del regno di Wak.

Gli autori dello studio infatti scrivono: “Ora è chiaro che l’età d’oro della città, la sua grande regina e suo marito, vennero ricordati e celebrati dalle persone comuni, con le loro umili offerte e speranze per un futuro rinnovato”.

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